18 marzo 2014

I concessionari scrivono al premier Renzi

Una lettera firmata dal presidente della federazione, Filippo Pavan Bernacchi, e da tutti gli altri presidenti delle associazioni di marca di autovetture, veicoli commerciali, industriali e autobus commercializzati in Italia

Gli interlocutori cambiano ma la crisi del settore auto è sempre pesante. Il quadro ventilato da Federauto al nuovo presidente del Consiglio, Matteo Renzi, dipinge una situazione insostenibile che si è aggravata in modo drammatico e che senza misure concrete è destinata a peggiorare. Il presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi, ha inviato a Renzi e per conoscenza anche ai ministri Padoan (Economia), Guidi (Sviluppo Economico) e Lupi (Trasporti), una lettera firmata da tutti i presidenti delle associazioni di marca di autovetture, veicoli commerciali, industriali e autobus commercializzati in Italia, in cui si evidenzia come la crisi del comparto auto “abbia portato il mercato su volumi di vendita simili a quelli della fine degli anni ’70, determinando la dispersione di investimenti e capitali, imponendo un riposizionamento attuato attraverso dolorosi processi di ristrutturazione aziendale, licenziamenti di personale e massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali, con circa 57 milioni di ore di cassa integrazione nel biennio 2012-2013”.

Un drastico calo di volumi di vendita e di fatturato che per lo Stato italiano, anche nel 2013, ha significato circa 3 miliardi di euro di entrate in meno.
“La lettera di Federauto evidenzia al Presidente Renzi che l’impatto della crisi economico-finanziaria, amplificata dal peso delle manovre fiscali sull’acquisto degli autoveicoli e dai costi crescenti di utilizzo, ha portato l’Italia a non tenere più il passo degli altri grandi mercati europei, rammaricandosi

del fatto che il dialogo serrato con i Governi precedenti non ha portato alcun provvedimento concreto. Salvo il varo di “pseudo incentivi” all’acquisto di auto superecologiche che, come da noi denunciato più volte, hanno avuto e avranno l’unico effetto di bruciare risorse dello Stato senza ottenere alcunché: le consigliamo di bloccare i fondi 2014-2015 e destinare le risorse ad altri”.

La Federazione italiana dei concessionari di auto avanza poi qualche perplessità sull’efficacia del “tavolo di lavoro” già costituito, chiedendo che “il Governo, come in  altri Paesi europei, mantenga il focus strategico sul settore automotive con una analisi finalmente a tutto tondo e che riguardi anche il tema dell’inadeguatezza del sistema di norme  che, lungi dal garantire un equilibrato svolgimento delle relazioni contrattuali fra case auto e concessionari, non offre, ad esempio, alcuna tutela per gli investimenti effettuati in caso di interruzione del rapporto contrattuale”.
“La nostra sfida quotidiana è quella di non rassegnarci e di continuare ad impegnarci ogni giorno per reggere la crisi ma, senza risposte concrete del Governo, questo non potrà bastare – prosegue la lettera di Federauto – sottoponendo all’attenzione dell’Esecutivo, un quadro di proposte finalizzate alla sostenibilità del mercato ed alla tenuta economica e sociale delle imprese che vi operano e a far sì che l’auto in Italia, come nei grandi mercati europei, torni a svolgere quel ruolo di sviluppo e promozionale sociale che ha sempre offerto”.
Insomma un ennesimo appello nella speranza che anche stavolta le richieste non cadano nel vuoto ma stimolino un intervento capace di invertire una tendenza che ha avuto effetti drammatici per tutto il settore. (m.r.)

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